Falce, Neal Shusterman ~ Review Party

Hola bookishbrainers,
oggi vi presento la recensione di un romanzo fresco fresco uscito ieri per OscarVault: Falce di Neal Shusterman.
Non dimenticate di dare un’occhiata anche alle recensioni delle altre partecipanti al Review Party!

“Abbiamo il dovere di mettere nero su bianco non solo le nostre azioni, ma anche i nostri sentimenti, perché si deve sapere che abbiamo dei sentimenti. Dei rimorsi. Dei rimpianti. Un dolore troppo grande da sopportare. Perché, se non fossimo capaci di provare queste emozioni, non saremmo forse dei mostri?”

Falce è ambientato in un mondo in cui la civiltà ha raggiunto il picco massimo di crescita, tutti sanno tutto, tutti sono uguali, non c’è più niente da studiare o scoprire, non esistono guerre, malattie e povertà. Anche la morte è stata sconfitta. Le persone si possono far ringiovanire e vivere per sempre. Non esiste più la corruzione o i criminali, tutto è controllato da una macchina onnisciente, il Thunderhead, che in questo romanzo, al contrario di molti scifi, non si impadronisce del potere, ma dispensa la giustizia con benevolenza e lungimiranza. Il Thunderhead è incorruttibile e tutte le sue azioni si basano sulla somma totale della conoscenza umana, in modo da sapere sempre quale sia la cosa giusta da fare in ogni situazione: il mondo è diventato un’utopia che noi ci possiamo solo sognare.
Visto che la morte è stata sconfitta, ma il sovrappopolamento è ancora un problema reale, è stata istituita la Compagnia delle Falci. Il Thunderhead nella sua lungimiranza, sapeva che togliere la vita era un atto di coscienza e consapevolezza, per questo solo l’uomo che aveva sconfitto la Natura poteva esercitare tale potere. Così le Falci hanno iniziato ad agire per controllare il sovrappopolamento, seguendo dieci comandamenti che nella loro semplicità, avrebbero dovuto evitare che si verificassero discriminazioni o crudeltà. In questo mondo le Falci sono rispettate e temute e solo pochi osano opporsi alle loro decisioni.
Subito all’inizio del romanzo, leggiamo le parole e vediamo le azioni di alcune Falci che uccidono con rispetto e consapevolezza, prendendo il loro compito come una dolorosa e spiacevole missione, ma proprio per questo, estremamente importante.
Ricordate quando vi dicevo che qui il problema è sempre l’uomo?
Bene, purtroppo, alcune Falci ci prendono un po’ troppo gusto nell’uccidere e si considerano gli Angeli della Morte inviati dal cielo… questi teneteli d’occhio perché creeranno non pochi problemi…
In tutto questo, i due protagonisti sono Citra e Rowan (il nome mi fa un po’ venire la nausea… sapere perché) due ragazzi di sedici anni, scelti per diventare apprendisti Falce.

È la cosa più difficile da chiedere a una persona. E il fatto di sapere che è per il bene comune non rende certo l’impresa più facile. Un tempo, la gente moriva di morte naturale. La vecchiaia era una malattia terminale, non uno stato temporaneo.
Allora, c’erano degli assassini invisibili chiamati “malattie” che disintegravano il corpo. L’invecchiamento non era reversibile e gli uomini restavano vittime di incidenti irrimediabili […]
Ci siamo lasciati tutto questo alle spalle, eppure resta una semplice verità: la gente deve morire.

Questo libro ha sicuramente tantissimi elementi estremamente interessanti. Mi piace tantissimo il mondo creato da Shusterman e mi piace che ci siano delle macchine che agiscono grazie alla conoscenza umana e che sia, ancora una volta, la natura umana il problema di tutto. Apprezzo sempre i romanzi che evidenziano la stupidità e la natura negativa dell’uomo che ripete sempre gli stessi errori e non impara mai dal passato.
Ci sono due personaggi in particolare, la Veneranda Marie Curie e il Venerando Maestro Faraday, che mi sono piaciuti molto. Sono due Falci famose e rispettate, che agiscono con compassione e consapevolezza. Non amano uccidere, ma prendono la loro missione molto seriamente. Sono dei pilastri di integrità, anche se non sono certamente perfetti.

“C’era mai stato un tempo in cui la gente non era assillata dalla noia? Un tempo in cui non fosse tanto difficile trovare la motivazione? Quando guardo negli archivi delle notizie dell’Era della Mortalità, ho la sensazione che la gente avesse più stimoli a fare quello che faceva.
La vita era inventarsi il tempo, non limitarsi a lasciarlo passare.”

Purtroppo, non sono riuscita a entrare in sintonia con Citra e Rowan che, per me, sono i cliché viventi dei protagonisti nei libri YA. Citra è “conosciuta per il suo caratteraccio” (sorpresa, sorpresa), è una dura, competitiva che nasconde un cuore fragile (ugh). Rowan è il tipico ragazzino deficiente che vuole fare “l’uomo”, all’inizio è un grand sfigato e poi diventa un figo: ancora una volta un personaggio che si chiama Rowan è l’incarnazione dell’uomo cavernicolo (applausi).
Citra e Rowan non sono granché approfonditi come personaggi e io mi trovavo a voler leggere di più dei personaggi secondari che di loro.

La storia comunque è molto interessante, lo stile è scorrevole e il romanzo si legge velocemente perché le vicende si susseguono e il lettore rimane attaccato alle pagine.

All in all, Falce è un libro che vi consiglio e vi assicuro che io leggerò sicuramente il secondo perché sono molto curiosa.

La nona casa, Leigh Bardugo ~ Recensione

Hola bookishbrainers!
Oggi vi lascio la mia recensione de La nona casa di Leigh Bardugo, in uscita domani per Mondadori.

“Abbi coraggio, nessuno è immortale.”

Trama:
Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile. Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov’è l’inganno? E perché proprio lei?
Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

Recensione:
Che dire, mi è ancora difficile dire se questo libro mi abbia davvero convinta oppure no. Ne La nona casa ho trovato tantissimi elementi sorprendenti e dei personaggi intriganti, ma la vicenda ha iniziato veramente a interessarmi solo da pagina 320 in poi.
In verità vi dico, che questo primo libro mi è sembrato solo un’eterna premessa alla saga.
Tuttavia, anche avendo iniziato in questo modo, qui di seguito vi dirò perché dovreste comunque leggere La nona casa.

Ambientazione

Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento,  in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Essa infatti suonerà e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati.

Leigh Bardugo è una delle regine delle ambientazioni suggestive. Leggendo il romanzo, il lettore entra in un mondo oscuro, che lo fa sentire in un romanzo gotico o in uno di quei dipinti bui e pieni di rovine del periodo romantico.
La nona casa è ambientato a Yale, ma della vita universitaria di tutti i giorni non c’è traccia, infatti il romanzo parla delle società segrete ospitate all’interno della prestigiosa università americana che tutti conosciamo e che, per precisione, sono otto più la nona, Lethe, che ha il compito di controllare l’operato delle altre.
In questo libro, non si può dire che Leigh Bardugo lesini sulle descrizioni: tutto, dalle case, alla conformazione di New Heaven, al sistema magico è descritto nei più minimi dettagli. È sicuramente per questo che mi sono sentita come in un’eterna premessa a una vicenda che è iniziata solo nella seconda metà abbondante del libro.

Il sistema magico

Avere potere su questa terra scura per illuminarla, e potere su questo mondo morto per farlo vivere.

Il sistema magico è, sicuramente, l’elemento più interessante di questo libro. I “poteri” che i componenti delle otto case possiedono provengono dalle tombe all’interno delle quali compiono i loro riti. La descrizione delle case è estremamente interessante e Leigh Bardugo fa mille mila riferimenti a opere classiche che mi hanno fatta letteralmente impazzire (citatemi Tennyson e sono una donna contenta). Un altro elemento paranormale particolarmente interessante sono i fantasmi, creature mostruose che rendono la vita della protagonista un inferno. Come vi ho già accennato nella tappa precedente, dimenticatevi Casper e non pensate troppo a che tipo di anime potreste avere intorno.

Personaggi

Non mi dilungherò troppo su questa categoria perché ne ho parlato ampiamente nell’articolo della settimana scorsa, che trovate qui.
Sappiate solo che questi poveri bambini sono veramente sfigatissimi, in compenso, sono tutti dei personaggi estremamente fighi. Alex, Dawes e il caro detective Turner mi hanno dato continue gioie.

Temi

Come al solito, Leigh Bardugo non si tira indietro dal parlare di argomenti scomodi e qui ci è andata particolarmente pesante. Questo, ovviamente, mi ha resa molto contenta. In fondo, La nona casa è un libro per adulti e la Bardugo non ha avuto problemi a sfruttare la libertà che le era concessa. Tra morte, salute mentale, dipendenze, corruzione, stupro e victim blaming avrete tutti i trigger warning che esistono al mondo.

In conclusione, questo libro non mi ha convinta fino in fondo perché Leigh Bardugo poteva sfruttare in modo diverso gli elementi interessantissimi che ha inserito nel romanzo. Sicuramente, però, sono molto curiosa di leggere come continuerà la serie e come sfrutterà i personaggi che mi piacciono così tanto.

Recensione TOLAS – L’Amuleto di Zac D’Aleo

Buondì brainers! Come sta andando la quarantena? Io sono appena uscita da un reading slump terribile e osceno. Non voglio neanche parlarne, sono proprio scocciata con me stessa. La colpa la do anche a The Office che mi ha presa troppo.

Anyway, oggi vi porto la recensione di Tales of Lights and Shadows – l’Amuleto, scritto da Zac D’Aleo e edito da TriskEdizioni.

Intanto ci tengo a ringraziare la casa editrice non solo per avermi fornito una copia ARC di questo libro, ma anche per essersi impegnata così tanto per noi lettori! Infatti ha fatto un lavoro di pubblicità sui social stupendo, ha unito i lettori della copia in anteprima in diversi gruppi di lettura, con l’autore, ascoltando pazientemente le opinioni di tutti e preoccupandosi di mettere ognuno a proprio agio. Tanto di cappello, come casa editrice neonata è già arrivata lontano. Ma bando alle ciance, di cosa parla questo romanzo?

“I tempi sono difficili: creature mitologiche si stanno risvegliando mentre dal Nord cala una nuova guerra. Il sommo consigliere del Re propone di ricomporre l’Amuleto in grado di unire gli eserciti e proteggere il regno. Quattro ragazzi, in grado di seguirne le tracce, vengono scelti per compiere questa missione. L’amuleto sarà l’unica speranza di restaurare e salvare l’Impero.”

La trama è apparentemente semplice. A quattro ragazzi viene affidata una missione di vitale importanza, ovvero recuperare quattro frammenti di un Amuleto per salvare il loro impero. In questo mondo fantasy la particolarità dei quattro protagonisti è l’essere domatori di elementi – per intenderci, in stile Avatar, the Last Airbender *screaming hard*. Dovete sapere che io adoro Avatar e adoro i mondi in cui si vedono questo tipo di poteri elementali.

Appena ho letto che si trattava di questo tipo di fantasy mi sono messa il cuore in pace, pronta ad avere l’ennesima fictional crush per un domatore di fuoco (e come volevasi dimostrare Samas si è rivelato essere il mio personaggio preferito, e certe sue scene top top top). Purtroppo ho un kink per il fuoco… I mean, ne vogliamo parlare? Roy Mustang, Porgas D. Ace, ZUKO?! Il livello era alto e Samas non ha deluso le mie aspettative.

 

Tra i personaggi principali c’è, appunto, Samas di Sol, il domatore di fuoco, personaggio messo a capo del suo gruppo di amici e con, a mio parere, la caratterizzazione migliore. Sam cerca di mettersi sempre alla prova, migliora sempre più e ha una bassa opinione di sé stesso (oddio… è forse il mio trope preferito? Sembra che sia un personaggio creato apposta per me). Odia chiedere aiuto e spesso e volentieri risulta scorbutico. Decisamente il mio personaggio preferito. (Dirò una cosa strana e spero che chi ha già letto il libro non mi lincerà… L’ho shippato con Ryan per buona parte del romanzo, anche se *cough cough* dopo il finale non accadrà più – no spoiler).

Tarau Ston, migliore amico di Samas e suo braccio destro. Domatore di terra, anche se non si vedono molte scene in cui questo potere è presente, è testardo e carismatico. Mi è piaciuta molto la sua broship con Samas, tanto che all’inizio un po’ li shippavo (anche se ho uno strano sentore che si metterà con Mayra).

Mizu Janey Ston, sorellina di Tarau, una piccola Korra domatrice d’acqua. È sicuramente un peperino, sempre attiva e sempre volenterosa, ma spesso anche introspettiva. In certi suoi atteggiamenti si vede che è la più piccolina, ma dimostra anche di essere molto matura e furba. È cresciuta molto dall’inizio del libro e sicuramente mi sorprenderà nei sequels.

Mayra Leveris, calma e tranquilla domatrice dell’aria. Ha un che di materno e di adulto rispetto agli altri personaggi, è saggia e spesso seria. La sua particolarità è l’essere non soltanto una domitor, ma anche una maga e come tale è in grado di sfruttare poteri quali la telepatia (my all time dream).

Mi piace molto la trama, le sfide che i personaggi affrontano per recuperare i pezzi dell’amuleto e i vari combattimenti. Ho adorato inoltre il fatto che nel corso del romanzo leggiamo una serie di profezie lì per lì non troppo significative, ma che man mano si rivelano essenziali. Una cosa che apprezzo, e che non succede quasi mai nei libri, è che l’autore si accontenta di far capire al lettore cosa succede tramite indizi, senza che per forza un personaggio dica ciò che il lettore è stato in grado di capire da solo (a meno che non sia rilevante per il proseguimento della trama). Tolas è uno di quei romanzi che ti da piccoli tasselli di un grande puzzle e, quando rileggi il libro per la seconda volta, scopri che le risposte sono sempre state sotto il tuo naso.

Nel corso del romanzo si aggiungono altri personaggi importanti che contribuiscono alla creazione di un’atmosfera amichevole e accogliente. Quando è presente un forte gruppo di amici ci si sente sempre un po’ a casa, invece di seguire la trama di una sola persona. Non so perché ma mi ha ricordato un po’ Albion – Ciclo del primo anno di Bianca Marconero, che ricordo di aver adorato anni fa.

Ho molto apprezzato il fatto che, nonostante fosse un romanzo in terza persona, i vari sottocapitoli seguono i diversi personaggi andandone ad esplorare i pensieri e le emozioni. Per essere un middle grade è un libro molto interessante, con un ottimo sistema magico e una bella caratterizzazione dei personaggi. La crescita di tutti è evidente, soprattutto quella di Samas obviously, e l’azione non ha nulla da invidiare all’introspezione.

Io personalmente sono abituata a leggere romanzi con una grande quantità di descrizioni e momenti morti, romanzi considerabili noiosi per intenderci, tanto che ormai leggo “saltando” certe parti. Ecco, sconsiglierei di fare come me in questo romanzo, perché l’azione è scritta molto velocemente e tutte le frasi sono importanti per la comprensione del mondo e della sua storia. Tralasciando ciò, per essere un romanzo d’esordio vorrei dire tanto di cappello, e non vedo l’ora di leggere gli altri due.

Voi avete letto il libro? Ne avete sentito parlare? Se siete curiosi, passate sulla pagina Instagram di TriskEdizioni e leggete l’estratto!

Heartstopper, Alice Oseman ~ Recensione

Hola bookishbrainers,
eccoci arrivati all’ultimo giorno di questo blog tour. Come avrete capito, tutte noi abbiamo amato moltissimo questa graphic novel e qui scoprirete i motivi per cui a me è piaciuta così tanto.
Senza indugi, vi lascio la mia recensione…

Trama:
Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati… fino al giorno in cui si trovano seduti l’uno accanto all altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l’amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.

Dopo aver scoperto per caso l’esistenza di Heartstopper, sono anni ormai che leggo su Tapas le avventure di Charlie e Nick. E sono contentissima che Alice Oseman abbia deciso di portare nelle librerie questa grapic novel, perché è una di quelle storie che vanno lette. Come già qualche mia collega ha rimarcato nelle sue tappe del blog tour, Heartstopper è rivolto a un pubblico giovane, ma i temi che contiene sono universalmente importanti.

Certamente, al centro della graphic novel c’è la storia d’amore tra Nick e Charlie, che è estremamente vera e realistica: sono proprio una coppia di adolescenti alle prese con il primo amore. Però, intorno a loro, si sviluppano temi e storie che esulano dal semplice romance.
Abbiamo la scoperta di se stessi e l’accettazione della sessualità propria e degli altri, il conflitto interiore e la paura di deludere i nostri affetti più stretti se mostriamo chi siamo veramente. La famiglia e l’amicizia sono temi centrali, come anche il bullismo e il pregiudizio.

All in all, questa è una graphic novel che dovete tenere d’occhio perché sarà capace di risollevarvi il morale nei momenti duri e di sconforto.

La nona casa, Blogtour ~ I personaggi

Hola bookishbrainers!
Nuovo giorno, nuovo blog tour (isn’t it exciting?). Oggi parliamo de La nona casa il nuovo romanzo super chiacchierato di Leigh Bardugo che uscirà per Mondadori il 5 maggio.
Siete pronti per scoprire i personaggi del romanzo? Let’s do it!

Galaxy “Alex” Stern | Dante
Alex è un personaggio che si scopre poco a poco, noi lettori come gli stessi personaggi del libro con cui lei si rapporta. Sarcasmo e rabbia sono le sue armi di difesa verso un mondo che l’ha sempre emarginata. All’inizio del romanzo, la vediamo estremamente persa a Yale, in cui è entrata “solo” grazie al suo talento di vedere i fantasmi. Questa sua particolare capacità le ha sempre solo portato difficoltà e paure nella vita (vedi traumi e dipendenze varie), anche perché i fantasmi di questo libro non sono esattamente personcine a modo.
La nostra Alex non è sempre un personaggio positivo, ma è una grande sopravvissuta, che ha imparato che la vita deve essere affrontata con i pugni ben alzati.

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Heartstopper Blog tour ~ I personaggi

Hola cari bookishbrainers,
oggi iniziano blogtour & review party di Heartstopper in uscita il 12 maggio per Oscarvault
In questo articolo vi presenterò i fantastici personaggi di questa dolcissima graphic novel e non dimenticate di passare da Debs per leggere dei temi affrontati nel libro e da Silvy in Wonderland & dalla mia adorata V di Brain(er)s per leggere le prime due recensioni.

Alla fine dell’articolo vi presenterò tutte le fantastiche blogger che mi accompagneranno in questo tour MA prima parleremo dei personaggi quindi, senza indugi, vi presento…

Charles Spring
Charlie in questo primo volume ha 14 anni, a scuola ora è molto conosciuto e amato ma non è passato molto tempo da quando era bullizzato dai compagni dopo aver fatto (non per sua volontà) coming out. A causa di questo, Charlie rimane sempre sulla difensiva ed è sempre reticente verso chi gli mostra simpatia. Nonostante questo, Charlie fa amicizia con facilità e le persone non possono fare altro che amarlo. Nei prossimi volumi, i lettori scopriranno molte delle ferite che Charlie si porta dentro.

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L’attacco dei giganti Book Tag

Hola bookishbrainers,
in questo assolato venerdì di aprile vi propongo un book tag inventato dalla sottoscritta e dalla mia compagna di sclerate prediletta Perfa di Book Addicted (qui trovate il suo Ig e YouTube)

Vi lascio il video del book tag e sotto troverete le categorie, quindi non avete più scuse… fatelo anche voi e taggateci! Vogliamo sapere le vostre risposte!

Passate anche su Brain(er)s: A Bookish Memoire per leggere le risposte di -V !

1) Eren: libro che tutti amano ma che tu odi
2) Mikasa: libro che ti ha fatto sentire come se ti avessero dato un pugno nello stomaco
3) Armin: un personaggio che riesce sempre a tirarti su di morale
4) Levi: un personaggio all’apparenza forte, ma che nasconde tante paure ed insicurezze
5) Erwin: una trama intricata, intelligente e ricca di politica
6) Hanje: personaggio ancora incompreso e un po’ sottovalutato
7) Reiner e Bertholdt: due personaggi che nel bene e nel male sono sempre rimasti vicini
8) Jean, Sasha e Connie: 3 personaggi secondari/sidekick, da diverse serie, che formerebbero un team invincibile
9) Corpo di ricerca: un autore che ammiri e stimi così tanto da desiderare di aver scritto una delle sue opere
10) Giganti: un libro o personaggio che vorresti eliminare dalla faccia della terra
11) Christa e Ymir: OTP preferita
12) La cantina: luogo fantastico che desideri ardentemente visitare
13) Le mura: un genere letterario che vorresti esplorare e\o approfondire

Loki, Il giovane Dio dell’inganno ~ Recensione

Hola Bookish Brainers! Come state vivendo questo periodo di quarantena? Qualche attività interessante? Oggi siamo tornate con una delle nostre non troppo famose recensioni a quattro mani e, per questo, ringraziamo la mitica Oscar Vault per averci donato una copia Advance Reader di questo libro. Senza ulteriori indugi, eccovi le recensioni!

V

Loki, il giovane Dio dell’inganno è la storia del più famoso dei cattivi Marvel (e, consentitemi, anche il più figo), ma non come la conosciamo oggi. L’autrice, Mackenzi Lee, comincia questo romanzo quando Loki è ancora giovane, e ancora ben lontano dal’essere il nostro villain degli schermi, per arrivare a spiegare di come il protagonista abbia scelto di prendere la via del male. Il romanzo ha inizio nella terra di Asgard, con Loki e Thor ancora due fratelli giovani che si contendono il trono del padre Odino, ma si sviluppa sulla (nostra) Terra, Misgard, per Loki. Nel resto del romanzo, infatti, Loki deve risolvere un caso di strani omicidi, possibilmente magici.

Incomincio la mia recensione parlando dello stile di scrittura. Sicuramente è uno stile scorrevole e facilmente seguibile, senza paroloni o altro. C’è anche da dire che ho letto libri migliori. Non tanto per le descrizioni, ma proprio i dialoghi. Mi spiego meglio: in più di un’occasione Loki risponde in malo modo a tutti per il gusto di farlo (ma non da cattivo sarcastico tipico del suo personaggio della Marvel, o anche della sua figura nella mitologia norrena, ma da bambino adolescenziale). Inoltre, le descrizioni che prima ho accennato non hanno problemi di questo tipo meramente per il fatto che non ci sono. Di conseguenza, ho spostato le mie aspettative e mi sono messa nei panni di un ragazzino adolescente, piccolo, e così facendo, ho apprezzato la trama.

A parte le rispostacce che non mi sono andate a genio, il giallo che dovrebbe essere il punto focale della storia è praticamente inesistente (in primo luogo perché è palese l’omicida, in secondo luogo perché viene risolto immediatamente). Inoltre devo aprire una parentesi e dire che se non avessi letto in giro le recensioni del libro non avrei mai capito che il mondo terreno in cui finisce è il nostro, ma nel XIX secolo. Detto ciò, confesso che la voglia di sapere come andava a finire il libro, sapendo ovviamente già come andrà a finire sia nei film Marvel che nella mitologia, e i contrasti che si leggono nella personalità di Loki che non vuole essere il cattivo mi hanno tenuta incollata alle pagine. Inoltre, per i veri appassionati Marvel (come la nostra bens qua), ci sono riferimenti sia agli Stark che alla nascita dello S.H.I.E.L.D., il che è stato una piacevole sorpresa.

E passiamo alla parte preferita di tutti i lettori, ovvero i personaggi. La caratterizzazione dei personaggi manca un po’ di consistenza perché, ad eccezione di Loki, sono tutti un po’ superficiali. D’altro canto è un libro breve, quindi ci sta.

Loki, purtroppo, è molto diverso dal Dio dell’Inganno che conosciamo. Io personalmente adoro la sua figura nella mitologia norrena (io amo i cattivi), ma di quel fantastico grey character nordico non ho visto molto. Inoltre ho guardato la mia buona dose di film Marvel (magari me li maratono ora che siamo in quarantena) e non ho visto, anche lì, grandi somiglianze. Ma, staccato da quelle due personalità, è un personaggio soggiogato da ciò che ritiene essere il suo destino, e che cerca disperatamente un modo per redimersi da ciò che non ha ancora fatto. Questo filone è sicuramente stata la cosa che ho apprezzato di più del romanzo, oltre al personaggio di Theo. Uno degli agenti dello S.H.A.R.P. con cui Loki collabora sulla Terra, è un patatone e adoravo leggere di lui (anche se non brillava di intelligenza). A differenza di quanto ho letto in giro, ho apprezzato particolarmente anche il personaggio di Amora (sempre per la questione a me piacciono i cattivi). Un personaggio che sa quello che vuole e che farebbe di tutto per ottenerlo. Thor è stato un personaggio un po’ inutile, come sempre penso (non mi piace particolarmente). Odino è odioso, come sempre.

Per non fare spoiler, fermo qui la recensione. Alla fine il libro è scorrevole e carino, darei un tre stelle!

B

Loki, il giovane re dell’inganno di Mackenzi Lee mi incuriosiva parecchio, dato che Loki è uno dei miei personaggi preferiti della Marvel e non mi dispiaceva vederlo nei panni di un ragazzo alle prese con il proprio destino.
Questo tipo di libri, che si inseriscono in un panorama decisamente già consolidato (in questo caso sia mitologico che fumettistico/cinematografico) sono difficili da scrivere, perché ci si trova davanti a un pubblico che ha già idee ben precise su cosa vuole vedere.
Qui l’autrice ha deciso (più o meno consciamente) di basare il personaggio di Loki sulla performance cinematografica di Tom Hiddleston. Infatti, anche questo Loki è sprezzante, divertente e sarcastico. In più di un’occasione mi sono fatta una sonora risata.

Loki, il giovane re dell’inganno è un libro molto divertente e coinvolgente. Anche se la trama e il mistero intorno a cui si sviluppa la vicenda sono abbastanza scontati, alcuni personaggi mi hanno tenuta attaccata al libro.
Benché il personaggio di Loki sia molto lontano da quello che noi conosciamo, mi è piaciuto nella sua lotta contro il proprio destino e nel suo sarcasmo per niente velato che mi ha fatto spesso morire dal ridere.
Un altro personaggio ben riuscito è stato quello di Theo, imbranato topo da biblioteca con un’anima combattiva e un grande cuore. Non vedevo l’ora di arrivare alle sue parti!
Inoltre, anche se non sono approfonditi moltissimo, ho apprezzato molto anche gli altri agenti dello S.H.A.R.P.
Un ultimo personaggio abbastanza ben riuscito è Amora, che non mi piace come persona ma è un personaggio molto interessante!
Purtroppo, tutti gli altri personaggi sono poco approfonditi e abbastanza inutili, c’è da dire che con il target di lettori che l’autrice aveva in mente, è normale che si sia concentrata più sull’azione che sulla psicologia.

Non mi dilungo su trama e misteri per non spoilerare, ma amanti della Marvel preparatevi, perché ci sono dei riferimenti all’universo dei fumetti che mi hanno fatta impazzire!

Penso che questo romanzo sia perfetto per una fascia d’età adolescenziale, perché è divertente e coinvolgente e gli aspetti più infantili e meno precisi della scrittura e della trama non daranno particolarmente fastidio a un gruppo di lettori giovani.


Intervista con Sophie Gonzales, autrice di Only Mostly Devastated

Hola bookishrainers!
Come vi avevo già svelato ieri, un paio di settimane fa ho intervistato Sophie Gonzales (e chi ci crede ancora?)! Prima di lasciarvi al Q&A, vi lascio il link della mia recensione di Only Mostly Devastated.

  1. Da appassionata di musical, ero davvero impaziente di leggere un retelling di questo genere. La mia domanda è: perché proprio Grease? E quando ti è venuta l’idea di questo romanzo?

L’idea di OMD è nata alcuni anni fa mentre io e la mia agente discutevamo di come le classiche rom-com sarebbero state decisamente differenti nel mondo moderno, specialmente se fosse stato inserito il tema della diversità. La conversazione si è poi spostata su come Grease fosse un buon punto di partenza per esplorare i topos delle commedie romantiche nel mondo moderno e diversificato: per me, era un’ambientazione ovvia per una storia d’amore queer. Lo scontro tra le culture dei due ragazzi che provengono da zone completamente diverse del paese! Una storia d’amore che è complicata da un personaggio che minimizza e nega i propri sentimenti davanti ai propri amici! Una ragazza scontrosa che vuole esprimere la propria sessualità secondo le sue regole, e desidera comunque essere accettata per quello che è!

  1. So che sei una psicologa; questo influenza la tua scrittura e te stessa come autrice? Ti trovi a scrivere di situazioni che hai incontrato nel tuo lavoro?

In realtà, è il contrario – data la fiducia che i miei clienti ripongono in me quando condividono le loro storie personali, io faccio del mio meglio per assicurarmi che la mia scrittura non sia influenzata da, e che non assomigli a, storie condivise dai miei clienti . Ma essere una psicologa in generale, credo, mi abbia aiutato a scrivere! Dalla comprensione approfondita del cervello umano, le emozioni, i pensieri e il comportamento appresi dai miei studi, alla semplice esposizione a così tante persone diverse e il vedere in prima persona come i diversi tipi di personalità potrebbero affrontare una situazione simile è estremamente utile per insegnarmi come scrivere un personaggio realistico.
Essere psicologo influenza la mia scrittura quando scelgo che argomenti includere nel romanzo. Mentre scrivo YA, sono nella posizione di spiegare alcuni concetti non familiari ai lettori. Quindi uso spesso le mie storie per raccontare ai lettori le stesse cose che direi ai miei clienti, ma con parole diverse. “Sì, questo è normale”. “No, non preoccuparti se ti senti così”. “No, non sei solo”.

  1. Dato che hai scritto un retelling, pensi che sia importante trovare prospettive diverse e più moderne per le narrazioni classiche che hanno quel potere unico di parlare alle persone attraverso le generazioni?

Sono sempre esitante a chiamare Only Mostly Devastated un retelling di Grease: è più un omaggio a Grease e alle varie rom-com degli anni ’90, con i personaggi e la trama unici del musical. Per me, partire da queste premesse classiche e conosciute e aggiornarle utilizzando personaggi ricchi di diversità e problematiche moderne offre sia l’opportunità di esplorare quanto le idee e le problematiche attuali siano rilevanti oggi, sia di consentire alle persone che non sono mai state rappresentate di vedersi finalmente in queste storie così conosciute.

  1. Il tema della morte è importante all’interno del libro ed è uno di quelli non presenti in Grease, l’hai consapevolmente inserito nel libro dall’inizio? È un tema di cui ritieni sia importante parlare?

Penso che sia difficile per i miei poveri redattori e agenti convincermi a scrivere una rom-com classica perché sono sempre stata incline a trattare della parte buia della vita e l’umorismo è il mio modo di affrontare il buio. . . quindi anche se i miei libri possono essere divertenti (per alcuni), è difficile chiamarli leggeri! I pensieri di Ollie sulla morte provengono dalle mie stesse esperienze. In particolare, quando un amico di scuola molto popolare e pieno di vita è morto pochi mesi dopo la laurea. È stato un momento topico per me e per molte persone che conosco, perché fino a quel momento la maggior parte di noi non aveva mai visto morire una persona vicina così giovane. C’è qualcosa di terrificante nella morte, ma assistere a una morte prematura ti porta ad affrontare la tua mortalità in modi che forse non avevi mai considerato prima. Quindi, volevo esplorare questo tema in Only Mostly Devastated, come qualcosa che molti di noi sentono, ma forse non discutono molto spesso.

  1. Secondo te, qual è l’importanza della letteratura Young Adult?

Penso che la letteratura Young Adult, in particolare, non abbia mai avuto paura di esplorare il disordine e il confronto e di recente ha fatto spazio a lettori e autori che non ne hanno avuto molto in passato. Mi sembra appropriato che la stessa categoria di età che cerca di allargare i confini sia quella scritta per i giovani che si stanno preparando a ricreare il mondo in cui viviamo.

ECCOCI QUI AMICI!
Questa intervista speciale è finita e non ringrazierò mai abbastanza Sophie Gonzales per essere stata così gentile, disponibile e attenta nel rispondere alle mie domande.
Potete già comprare Only Mostly Devastated che vi consiglio vivamente di leggere!

Only Mostly Devastated, Sophie Gonzales ~ Recensione

Hola bookishbrains!

Benvenuti ai due giorni dedicati a Only Mostly Devastated.
Sì, avete sentito bene: 2 GIORNI. Questo perché oggi vi lascio la mia recensione del romanzo e domani leggerete un’intervista esclusiva con l’autrice Sophie Gonzales! YAAASSS Sentite la mia felicità passare attraverso i vostri schermi?

Only Mostly Devastated è un romanzo ispirato al musical di Grease, con una lettura decisamente più moderna e lgbtq+. Infatti, abbiamo i due protagonisti Ollie e Will che vivono un’idilliaca storia d’amore estiva e si separano all’inizio dell’anno scolastico. Tuttavia, a causa della brutta malattia della zia, Ollie e la sua famiglia sono costretti a rimanere in zona e il ragazzo si trasferisce nella scuola frequentata da – sorpresa sorpresa – Will, campione di basket e fighetto della scuola. Will è decisamente sconvolto nel vedere Ollie, non solo perché pensava che la loro storia fosse destinata a finire, ma anche perché non ha rivelato né ai suoi amici né alla sua famiglia il suo orientamento sessuale. Will, quindi, dovrà decidere se preferisce continuare a nascondersi e perdere per sempre il ragazzo che ama, oppure rivelare chi è veramente e rischiare di non venire più accettato dalla sua famiglia e dai suoi amici.

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